Buon compleanno, Fondazione FIRSS! Gli auguri di buon lavoro della presidente Patrizia Marzo

Buon compleanno, Fondazione FIRSS! Gli auguri di buon lavoro della presidente Patrizia Marzo

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Buon compleanno, Fondazione FIRSS! Gli auguri di buon lavoro della presidente Patrizia Marzo

Al compimento del 1° anno di attività, si coglie l’occasione per porgere al Presidente e a tutti i consiglieri dell’Ordine degli Assistenti Sociali Puglia, gli auguri di “buon lavoro”.
Testimoni e comunicatori di una umanità nuova e generatrice, che progredisca sempre verso il cammino culturale.

Invitiamo a leggere quanto segue:

“Carissime colleghe e carissimi colleghi, ho curato personalmente la premessa della sintesi qui presentata sulle attività realizzate nel primo anno di lavoro del nostro attuale Consiglio. Lo faccio perché la figura del Presidente rappresenta a sua volta la sintesi dell’impegno e dell’investimento professionale di ciascun collega componente del Consiglio.

Lo faccio anche per un secondo motivo, come possono testimoniare molti altri Presidenti di Ordini: tale carica ha contezza della enorme complessità del coordinamento di un Ente pubblico, che ha pochi strumenti e molte (a volte troppe) incombenze. Ed è anche, mediamente, la destinataria più accessibile e visibile del giudizio degli iscritti.

Presento qui il lavoro del nostro primo anno e, contestualmente, invito tutti a soffermarvi sul “back office” che ha accompagnato ciascuna singola iniziativa realizzata. Un lavoro dietro le quinte, fatto di discussioni, fatiche, impegno (e disimpegno), intese (e incomprensioni), fiducia (e diffidenza), simpatie (e antipatie), complimenti (e … qualche parolaccia!) proprio come in qualunque gruppo di lavoro che si rispetti e che produca. 

Noi assistenti sociali sappiamo anche questo: quanto è difficile lavorare insieme. Lavorare insieme implica dover “rallentare il passo” per permettere a tutti di giungere al traguardo, ma anche “accelerare al massimo” quando alle porte ci sono scadenze che non perdonano. Significa farsi passare la rabbia e la stanchezza, tenere a bada le aspettative troppo alte, incoraggiare i dubbiosi ad osare, affrontare con pazienza (tanta pazienza) le accuse gratuite, motivate spesso solo da preconcetti e pregiudizi. È difficile, complesso e faticoso: qualche volta sembra di camminare su un terreno minato…

Tuttavia, questo percorso si sta rivelando anche straordinariamente positivo per molti versi. Innanzi tutto per i risultati che abbiamo già portato a casa e che nessuno ci può disconoscere.Li leggerete nella sintesi: essi sono spesso il frutto di fatiche che partono da lontano, da altri colleghi consiglieri che desidero ancora ringraziare per l’impegno e – in qualche caso – per una vera e propria dedizione alla professione. Per altri versi sono successi tutti nuovi, solo nostri, inediti: diversi risultati li stiamo ottenendo per la prima volta. E questo non vuol dire che siamo più bravi di chi ci ha preceduto, ma solo che tutto l’Ordine sta crescendo, nel tempo, in consapevolezza, visibilità per la professione, valore.

Un secondo dato incoraggiante deriva dal fatto che il gruppo di lavoro risultato all’indomani delle ultime elezioni ha un’età media che non supera i 40 anni: fa bene al cuore pensare di poter contribuire alla crescita professionale di giovani colleghe e colleghi, poter pensare al futuro in termini di impegno e competenza.

Un terzo risultato straordinario, personalmente, lo vedo in correlazione con voi colleghe e colleghi iscritti: l’ultima tornata elettorale ha visto la partecipazione di appena il 18% di voi.La professione, a mio parere, deve essere vissuta e partecipata, non subìta.

Quante volte si contesta la politica del Consiglio senza essersi presi il disturbo di votare? Quante volte ci si lamenta della scarsa informazione senza aver prima consultato questo sito web e i nostri social? Quante volte si muovono critiche e accuse all’Ordine senza chiedere prima le giuste spiegazioni? Fare parte di un Consiglio avvertendo il peso della responsabilità … di far crescere la responsabilità degli altri.Questo non significa che il nostro sia un Consiglio scevro da lacune, mancanze, sbagli.

Tuttavia, speriamo che questa sintesi possa confermare le aspettative di quanti hanno riposto fiducia in noi, possa far cambiare idea a coloro che non ci hanno dato fiducia e, soprattutto, possa spingere quante più colleghe e colleghi possibili a collaborare e sentirsi parte della grande famiglia dell’Ordine, che poi è il nostro obiettivo principale.

Ringrazio le colleghe e i colleghi del Consiglio, della nostra Fondazione, dell’Area Sud (Ordini della Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia), del Consiglio Nazionale e di quanti di voi ci aiutano e collaborano al raggiungimento dei nostri comuni obiettivi”.

Patrizia Marzo